Giuro che è vero.
Stanotte ho sognato
di ricevere una telefonata.
Ero seduta alla
scrivania, rispondo e una persona mi dice " ciao, sono il portavoce del
tuoi lettori del blog. Siamo in 22 e siamo preoccupati: perché hai smesso di
scrivere?"
Nel sogno pensavo
"non è vero, mi stanno prendendo in giro".
Il mio capo fan
club prontamente rilancia: "guarda che ci siamo davvero siamo in 22, ti
sosteniamo!". Andavo a guardare su internet ed in qualche modo verificavo
che non stava mentendo, erano proprio in 22. Erano pure entusiasti, per la mia
incredulità.
Avevo promesso a me
stessa che avrei fatto sopravvivere il blog almeno un mese (13 febbraio)
ma la voglia vacillava.
Ci ha pensato il
mio subconscio a sollecitarmi e alla fine eccomi qui a scrivere.
Potrei parlare
dell'ultimo viaggio, ma devo ancora finire di mettere a posto le foto, quindi
non cambiate canale che prima o poi (cioè poi) scriverò anche di questo.
Oggi vi intratterrò
con una storia di vita vera, capitatemi recentemente, che dimostra come anche
un semplice gesto come prendere dei biglietti per un evento possa avere
delle ripercussioni inaspettate.